Il veicolo a guida autonoma di Uber coinvolto in un incidente stradale a Tempe in Arizona, avrebbe “visto” la donna colpita a marzo ma ha deciso di ignorarla, probabilmente a causa di un bug del software. Lo ha rivelato la rivista The Information, citando fonti a conoscenza della questione. Mentre l’incidente ha portato alcuni osservatori e esperti del settore a chiedersi se i SUV Volvo XC90 autonomi di Uber fossero adeguatamente equipaggiati per gestire il riconoscimento degli oggetti a 360 gradi in quanto erano dotati di un solo LiDAR, mentre i modelli Ford Fusion in pensione avevano dieci moduli di questo tipo, un’indagine sulla questione suggerisce che la suddetta tecnologia non avrebbe fallito in questo caso.

Uber: l’auto a guida autonoma avrebbe visto la donna ma avrebbe deciso di non frenare scambiandola per una busta

Il sistema a guida autonoma di Uber si sarebbe accorto della presenza di un ostacolo in strada 2 secondi prima dell’impatto ma avrebbe deciso di ignorarlo pensando si trattasse di un cosiddetto falso positivo. Per falso positivo si intende un finto ostacolo come può essere una busta di plastica che vola in aria. Il sistema infatti viene tarato in maniera da evitare che l’auto freni di botto senza che vi sia un reale pericolo. In questo caso dunque il sistema avrebbe funzionato correttamente. Il problema sarebbe stato nella regolazione del sistema. La società americana nelle scorse ore attraverso un comunicato ha ribadito di voler prestare piena collaborazione alle autorità dell’Arizona per fare chiarezza su quanto accaduto lo scorso 18 marzo a Tempe.

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