Targhe storiche per auto d’epoca: cosa cambia davvero e come richiederle
Le nuove disposizioni riportano autenticità e coerenza estetica nel mondo delle auto storiche, consentendo in molti casi di recuperare targhe in formato d’epoca anche per veicoli molto datati.

Il ritorno delle targhe storiche rappresenta una piccola grande rivoluzione per collezionisti e appassionati. Per chi restaura un’auto seguendo criteri filologici, ogni dettaglio conta: la vernice, gli interni, i materiali, persino la minuteria. E proprio la targa, per anni, è stata uno degli elementi più difficili da conciliare con l’idea di autenticità. Vedere una carrozzeria anni Quaranta o Cinquanta abbinata a una targa moderna europea significava rompere l’armonia del veicolo, quasi come inserire un elemento fuori tempo in una fotografia d’epoca. Oggi, però, il quadro è cambiato e il recupero del formato originale diventa finalmente possibile per diversi veicoli di interesse storico.
Il risultato non è solo estetico. Dietro questa evoluzione c’è una scelta precisa: valorizzare il patrimonio motoristico italiano e restituire ai mezzi d’epoca una configurazione coerente con il periodo di prima immatricolazione. In altre parole, non si parla di una semplice curiosità per intenditori, ma di un intervento che incide sulla percezione, sulla conservazione e sul valore stesso del veicolo.
Una svolta normativa per il patrimonio motoristico
La possibilità di richiedere targhe originali per auto storiche nasce da un percorso normativo costruito nel tempo, con l’obiettivo di tutelare i veicoli che hanno segnato la storia della mobilità italiana. In origine, il recupero dei formati d’epoca era previsto solo per alcune categorie di mezzi, lasciando scoperto un segmento importante: quello delle vetture più anziane, spesso anche le più rare e ricercate.
Le integrazioni più recenti hanno colmato proprio questo vuoto, estendendo l’opportunità anche ai veicoli immatricolati prima del 1952. Si tratta di un passaggio tutt’altro che marginale, perché riguarda modelli con caratteristiche grafiche e costruttive molto specifiche, spesso differenti non solo per dimensioni, ma anche per font, impostazione visiva e materiali utilizzati. Per i proprietari di auto anteguerra o del primissimo dopoguerra, questa apertura ha un significato concreto: non dover più accettare una targa fuori contesto, ma poter montare un elemento che dialoga davvero con l’identità del mezzo.
Come funziona il rilascio e perché il CRS è indispensabile
Dietro l’apparente semplicità della procedura c’è un iter preciso, fatto di requisiti e controlli. Per ottenere targhe originali per auto storiche non basta avere un’auto vecchia o semplicemente datata: la normativa si rivolge infatti a veicoli di reale interesse storico e collezionistico. Il primo passaggio è il possesso del Certificato di Rilevanza Storica, meglio noto come CRS.
Questo documento è fondamentale. Viene rilasciato da enti riconosciuti, tra cui l’ASI (Automotoclub Storico Italiano), oppure dai registri di marca. Il suo compito è certificare che il mezzo sia stato conservato o restaurato in modo coerente con le caratteristiche originarie. In pratica, il CRS non rappresenta solo un adempimento burocratico, ma una vera e propria attestazione di autenticità. Il veicolo viene esaminato nel suo insieme: telaio, motore, carrozzeria, configurazione generale. Se qualcosa non torna, la richiesta non può andare avanti.

Tempi, costi e vantaggi per chi colleziona
Sul piano economico, la richiesta delle targhe d’epoca comporta una spesa che molti collezionisti considerano ampiamente giustificata. Per le autovetture il costo si aggira intorno ai 549 euro, mentre per i motocicli la cifra è di circa 274,50 euro. Non si tratta di importi trascurabili, certo, ma vanno letti nel contesto corretto. Quando l’obiettivo è valorizzare un’auto storica, anche sul piano commerciale, la coerenza con il periodo di costruzione può fare la differenza.
I tempi di rilascio, invece, dipendono dalla capacità produttiva della Zecca dello Stato, visto che ogni targa viene realizzata su ordinazione. Ecco perché è consigliabile muoversi con un certo anticipo, soprattutto se si intende partecipare a concorsi d’eleganza, raduni specializzati o eventi internazionali dove l’impatto visivo e la correttezza dei dettagli sono elementi decisivi. Chi cura un restauro sa bene che la targa non è un accessorio qualsiasi: è una parte dell’identità dell’auto.