Panico per i bus cinesi in UK: rischio blocco da remoto
Dopo Norvegia e Danimarca, anche Londra esprime preoccupazione sulla possibilità di controllo remoto degli autobus elettrici Yutong, prodotti in Cina.

Dopo i timori sollevati da Norvegia e Danimarca, l’attenzione si sposta ora sul Regno Unito. Il Dipartimento dei trasporti britannico (DfT) e il National Cyber Security Centre (Ncsc) hanno avviato un’indagine sui circa 700 autobus elettrici della Zhengzhou Yutong Group Co. attualmente in circolazione nel Paese. L’obiettivo? Verificare se la presenza di una connessione remota, tramite SIM installate sui mezzi, possa rappresentare un rischio di sicurezza nazionale, consentendo un ipotetico spegnimento a distanza, il cosiddetto “kill switch”.
Il test norvegese che ha fatto scattare l’allarme
L’allarme europeo è partito lo scorso novembre dalla Norvegia, dove l’operatore dei trasporti di Oslo ha condotto un test in un ambiente isolato, all’interno di una miniera a Sandvika. Durante l’analisi, è emerso che i bus prodotti da Yutong, a differenza di quelli olandesi della VDL, possono ricevere aggiornamenti software via rete mobile, grazie alla presenza di una SIM interna. Questo dettaglio ha fatto temere possibili interventi non autorizzati da remoto. Il confronto diretto tra le due flotte ha evidenziato un livello di vulnerabilità più elevato nei mezzi cinesi, in grado teoricamente di ricevere comandi senza accesso fisico.

Dubbi sulle rassicurazioni del produttore
Yutong ha confermato che i suoi veicoli possono ricevere aggiornamenti over-the-air, ma ha negato categoricamente la possibilità di uno spegnimento remoto. Tuttavia, la Danimarca ha seguito l’esempio norvegese, avviando una propria indagine per valutare la necessità di limitare o bloccare questi aggiornamenti automatici. Nel frattempo, le autorità britanniche hanno espresso ulteriore preoccupazione: secondo fonti del Ncsc, la SIM utilizzata per la connessione internet potrebbe potenzialmente fungere da backdoor, rendendo tecnicamente possibile il blocco dei veicoli da remoto. L’eventualità, se confermata, solleverebbe interrogativi cruciali sulla sicurezza infrastrutturale.
Nessuna prova concreta, ma le indagini proseguono
Nonostante i sospetti, non è stata ancora trovata alcuna prova concreta di un blocco remoto effettivamente avvenuto. Una fonte governativa ha precisato al Telegraph che “non è stata trovata alcuna prova che sia effettivamente accaduto” un episodio del genere. Tuttavia, il solo potenziale rappresenta un rischio significativo per una delle flotte Yutong più numerose d’Europa. In assenza di evidenze chiare, un’azione diretta contro l’azienda cinese potrebbe compromettere ulteriormente i già delicati equilibri diplomatici tra Londra e Pechino. Il monitoraggio, dunque, continua sotto stretta osservazione.