Multe stradali, ecco 5 curiosità: dalla prescrizione al ricorso

Autore:
Giacomo Mazzarella
  • Consulente Centro di Assistenza Fiscale

Quando infrange il Codice della Strada, un automobilista prende una multa. Ma ci sono alcuni aspetti di queste multe che vanno chiariti, tra scadenze, obblighi reciproci di autorità e automobilista e prescrizione. 

Multe stradali,
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Prendere una multa per aver infranto una o più regole sulla circolazione stradale come previsto dal Codice della Strada non è certo una cosa rara. Molti automobilisti comunemente incorrono in violazioni da cui scaturiscono multe e sanzioni.

La multa deve essere sempre pagata per evitare che gli interessati finiscano con il pagare di più per via di interessi e sanzioni e addirittura con la trasformazione della multa in cartella esattoriale. Però ci sono casi in cui la multa può non essere pagata.

C’è la prescrizione, ci sono i vizi di notifica o di atto e così via dicendo. Ecco sulla multa stradale 5 curiosità che possono fare comodo per quanti hanno a che fare con questo genere di situazione.

Regole precise per le multe del Codice della Strada, sia per il sanzionato che per le autorità

Infrangere il Codice della Strada e quindi commettere delle violazioni in materia di circolazione stradale comporta il rischio di prendere una multa. Parliamo della sanzione amministrativa collegata alla violazione come previsto proprio dal Codice della Strada. Spesso, in aggiunta alla sanzione pecuniaria della multa, ci sono anche delle sanzioni accessorie che possono portare al ritiro della patente per esempio oppure del libretto di circolazione dell’auto.

Ma se è vero che un automobilista deve rispettare le regole, e se prende una multa ha l’obbligo di pagarla secondo le tempistiche prestabilite, è vero anche altro. E cioè che anche le autorità che comminano la multa devono seguire attentamente alcune regole. Perché anche la multa ha una sua scadenza. Ed anche le autorità devono rispettare precise regole, sia tecniche di constatazione che tempistiche.

Alcune curiosità sulle multe per infrazioni stradali

La prima cosa da sapere su una multa è che pagarla prima possibile produce vantaggi. Pagare la multa entro 5 giorni dalla notifica, cioè da quando è arrivata a casa se comminata a distanza o da quando l’anno emessa le Forze dell’Ordine permette al sanzionato di risparmiare il 30%.

Il secondo aspetto da conoscere è relativo alle opere di riscossione. Il sanzionato può presentare ricorso contro una multa se ritiene non essere giusta. Ma deve farlo entro 60 giorni. Che poi è lo stesso termine di scadenza del pagamento della multa oltre il termine previsto per la sanzione ridotta del 30%. Se decorrono 60 giorni l’autorità ha il diritto ad avviare le procedure di esecuzione forzata, come possono essere quelle che portano alla cartella esattoriale.

Termini di prescrizione, scadenze e regole per le multe stradali

Anche prima di diventare cartella, la multa cresce di importo nel momento in cui passano i 60 giorni senza pagamento e senza ricorso da parte del multato. Interessi e sanzioni sono le cose che incrementano l’importo della multa. Che cresce in misura pari al 10% ogni 6 mesi.

La multa diventata cartella invece cresce ancora di interessi per ritardata iscrizione a ruolo, ulteriori sanzioni e aggio di riscossione, cioè l’utile di Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia). La prescrizione invece non è altro la data di scadenza della multa. La notifica di una multa deve avvenire necessariamente entro 90 giorni.

Se non avviene entro questo termine, la multa non è valida. Se invece la notifica è stata prodotta dall’autorità competente nei termini, a partire da questa data scatta il calcolo della prescrizione. Se una multa, dopo la notifica, non è andata avanti nonostante il mancato pagamento, se decorrono 5 anni dall’ultima notifica, la stessa multa cade in prescrizione.

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