Guida autonoma, nuova patente in arrivo per chi non vuole guidare

Autore:
Ermelinda Gallo
  • Social Media Manager

Con l’arrivo della guida autonoma potrete immergervi nella lettura del vostro libro preferito, guardare un bel film o godervi il viaggio con un futuristico visore VR per aumentare le sensazioni di piacere che il paesaggio stesso vi offre. Ok, abbiamo scherzato, probabilmente avevamo capito male e non potremo fare assolutamente niente di tutto questo se saremo da soli nell’abitacolo. Il motivo? Anche con il self driving car ci saranno delle regole ferree da seguire, tanto che già si parla di patente per i futuri possessori di auto a guida autonoma.

Guida autonoma con patente, a cosa serve?

A cosa serve una patente se non devo guidare e soprattutto, cosa avrebbe di diverso rispetto a quella già rilasciata attualmente? Innanzitutto, chi siede al posto di guida, anche se avrà impostato la guida autonoma, deve essere sempre pronto ad assumere il controllo della situazione, poiché sembra ormai chiaro che un livello di totale sicurezza al 100% non sarà mai raggiunto, per il semplice fatto che un guasto tecnologico è da mettere comunque in conto, anche nel più perfetto degli algoritmi. Notare bene, si parla infatti di possibile guasto, non di errore. Quindi, la persona all’interno dell’auto avrà sempre un, seppur minimo, grado di responsabilità, anche in caso di guida autonoma di livello 5.

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La parola d’ordine quindi per questi nuovi piloti parziali sarà quella di non distrarsi. Altro che leggere un libro o chattare sui social, con la guida autonoma si dovrà prestare la massima attenzione affinché l’auto non commetta errori. Si prevedono quindi campagne di sensibilizzazione che muoveranno in questo senso, proprio per scongiurare l’idea già dilagante che con il self driving car potremo anche addormentarci in auto (c’era addirittura chi fantasticava sul fare sesso in viaggio).

Tale campagna sarà molto probabilmente accompagnata anche da leggi e nuove norme ad hoc per regolamentare questo nuovo tipo di “guida parziale” o di supervisione alla guida, proprio per stabilire anche diversi gradi di responsabilità in caso di sinistri. Attendiamoci quindi nuove patenti quando le nuove auto saranno pronte a circolare realmente sulle nostre strade, con le autoscuole che rivedranno inevitabilmente i propri piani di studi, per non parlare poi delle compagnie assicurative che avranno una bella gatta da pelare per rivedere tutta la loro regolamentazione.


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