Guida all’acquisto di un’auto con sistema di rilevamento della stanchezza del conducente

Autore:
Lorenzo Renzulli

Spesso dietro a tanti incidenti, piccoli o grandi che siano non c’è altro che la stanchezza del conducente. Addormentarsi al volante può avere conseguenze gravi, ma anche un po’ di stanchezza può peggiorare i tempi di reazione e avere conseguenze indesiderate.

auto con sistema di rilevamento della stanchezza
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La tecnologia può venirci in aiuto con sistemi che sono in grado di rilevare l’eccessiva stanchezza del conducente e quindi di contribuire ad evitare incidenti da questa causati.

Alcuni modelli di auto mettono in funzione il sistema di rilevazione della stanchezza solo al raggiungimento di una certa velocità, ad esempio oltre i 60 km/h e vanno a considerare, tra le altre cose, l’angolo di sterzata, oltre che l’utilizzo del pedale e l’accelerazione trasversale (quella in uscita da una curva).

Come funziona il sistema di riconoscimento della stanchezza?

auto con sistema di rilevamento della stanchezza
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Il sistema di riconoscimento della stanchezza del conducente si basa su vari sensori che monitorano costantemente il volto e la postura del guidatore, analizzando il battito delle palpebre, le eventuali smorfie che possono venire interpretate come dei possibili sbadigli. Vengono anche monitorati eventuali cambi improvvisi nella direzione, senza che venga inserita la relativa segnalazione luminosa.

Assieme a sistemi come quelli che controllano sbandamenti e sconfinamenti nell’altra corsia, questi supporti alla guida possono aiutare non poco ad evitare problemi, potenzialmente anche molto seri.

Se si è particolarmente stanchi, stressati o per una qualsiasi ragione si ha dormito poco o male o si guida da molte ore, sarebbe sempre bene prendere consapevolezza dei propri limiti, ma non sempre è facile farlo, un computer di bordo può aiutarci.

I rilevatori di stanchezza del conducente, attualmente adottati da molte auto moderne, sono fra i sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) più diffusi, sono tutto sommato semplici, ma si rivelano utili ed efficaci.

Tra i vari sistemi c’è quello a tempo, che si basa sulle ore di guida. Questi sistemi di solito ogni 90 o 120 minuti emettono un segnale acustico e fanno visualizzare una scritta sul display per invitare il conducente ad una sosta.

Il rilevatore di stanchezza reale è decisamente più articolato e complesso, non si limita a ricordare al guidatore l’importanza di riposarsi, ma ne monitora le effettive performance, grazie ad una serie di sensori.

Oltre ai sistemi di bordo che rilevano la stanchezza del conducente, ci sono poi anche dispositivi interessanti, tra i quali i braccialetti anti sonno, che agiscono interfacciandosi con il computer di bordo del veicolo, per emettere segnali acustici e vibrazioni per svegliare chi guida nel caso di un improvviso colpo di sonno.

Conoscere un po’ questi sistemi, come è facile intuire aiuta non poco al momento dell’acquisto di un’auto con sistema di rilevamento della stanchezza del conducente, così da compiere scelte maggiormente consapevoli.

Cosa fare se la macchina rileva stanchezza nel conducente?

Torniamo su questo punto, ovviamente fondamentale. In base all’inclinazione della testa, alla direzione dello sguardo e alla reattività dei movimenti il computer di bordo dell’auto che monta un sistema di riconoscimento della stanchezza del conducente evidenzia una eventuale anomalia ed emette un segnale acustico in grado di richiamare l’attenzione di chi guida e/o di eventuali passeggeri.

Naturalmente se l’auto ci fa notare il problema non dovremo ignorarlo, ma cercare, appena ci sarà possibile farlo in sicurezza, di fermarci e riposare un po’. Continuare a guidare se si è molto stanchi, sottopone infatti a notevoli rischi, che per nessuna ragione vale la pena di correre.

Se qualcuno può sostituirci alla guida potremo operare per questa soluzione, in alternativa potremo dirigerci verso la più vicina piazzola o area di sosta per riposare e magari bere un caffè.