Autovelox sequestrati: ecco chi può fare ricorso contro le multe
Autovelox e multe prese dagli automobilisti non sono lecite, ecco cosa hanno scoperto in Calabria e perché possono presentare ricorso molti automobilisti per gli autovelox sequestrati dalla Polizia Stradale.

Da Nord a Sud se c’è qualcosa che agli automobilisti causa problemi, questa cosa sono gli autovelox. Parliamo delle terribili macchinette segna velocità, che quotidianamente fanno la fortuna di Comuni e altri Enti che le adottano per multare coloro che superano i limiti di velocità. Se per gli Enti questi apparecchi sono una fortuna, meno lo sono per gli automobilisti.
E gli autovelox spesso finiscono dentro ricorsi e cause in tribunale per i più svariati motivi. Dalla taratura dell’apparecchio, alla segnalazione sulla presenza dello stesso e fino alla mancata o non idonea omologazione.
Proprio sugli autovelox, un’indagine condotta dalla Polizia Stradale mette in luce alcune anomalie che possono sfruttare adesso gli automobilisti per presentare ricorso contro multe prese per eccesso di velocità. La Polizia Stradale in questione è quella di Cosenza, ma la tipologia di autovelox finita sul banco degli imputati, è presente in almeno 10 Regioni dello Stivale.
Autovelox non omologati, ecco quali sono
Si chiamano autovelox “T-EXSPEED V 2.0” e sono quelli finiti sotto sequestro da parte della Polizia Stradale. Sequestrate le macchinette perché non omologate. Questo significa che potenzialmente tutte le violazioni accertate da questi apparecchi, sono illegittime. Così come le multe figlie delle violazioni.
E per i contribuenti multati si aprono le porte di eventuali ricorsi. Nello specifico l’inchiesta comandata dalla Procura della Repubblica di Cosenza, ha riguardato gli autovelox installati sulla statale 107 e sulla statale 106. Parliamo di arterie molto utilizzate dagli automobilisti e quindi su cui i multati potrebbero essere davvero tanti da parte di queste apparecchiature che oggi si scopre non essere idonee.
Il fatto che la tipologia di apparecchio non omologato e quindi non a norma, è fornito da società di servizi che operano in diverse Regioni. Quindi se gli autovelox T-EXSPEED V.2.0 non vanno bene per le due arterie in Calabria, non vanno bene nemmeno nelle altre Regioni dove sono collocate. E stando a quanto si apprende, ci sarebbero questi autovelox anche in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Basilicata, Molise, Campania, Liguria, Puglia ed in Sicilia.
Ricorso sulle multe da autovelox, ecco perché adesso arriveranno una valanga di atti
Alcune associazioni dei consumatori hanno già colto la palla al balzo segnalando l’accaduto ai loro iscritti o alla popolazione intera. Chi ha subito multe da questi autovelox, può presentare ricorso impugnando il verbale e giustificando il ricorso proprio per la mancata omologazione.
Anche chi ha pagato multe perché “beccati” da questi apparecchi, adesso potranno chiedere il risarcimento dei danni. Come tutti sanno infatti il pagamento di una multa non prevede rimborsi se questa è stata pagata ma non dovuta. Però la richiesta di risarcimento danni è ammissibile.
Ricorsi a pioggia in arrivo, questa è senza dubbio l’ipotesi più attendibile per la vicenda. E probabili anche autentiche class action con le associazioni di tutela dei cittadini che sicuramente avvieranno.